
Omicidio volontario ed omicidio del consenziente. Il confine di inquadramento delle due fattispecie nel dibattito attuale sul tema del fine vita
È stata recentemente depositata la motivazione della sentenza della Corte di Assise di appello di Roma, resa in un processo per uxoricidio nell’ambito del quale l’Avv. Marco Benucci dello studio MB2legal ha assistito i parenti della vittima, costituitisi parti civili.
Condannato per omicidio volontario in primo grado di giudizio, l’imputato ha appellato la sentenza dichiarando di aver ucciso la moglie in ossequio ad una sua reiterata e specifica richiesta, motivata da uno stato di salute precario, richiesta che aveva assecondato cingendole le braccia al collo fino a strangolarla.
Sulla base di tali emergenze, l’imputato ha chiesto il riconoscimento della fattispecie gradata dell’omicidio del consenziente prevista dall’art. 579 c.p., con conseguente adeguamento di pena, in luogo dell’omicidio volontario applicato con la sentenza di prime cure, resa in sede di giudizio abbreviato.
La pronuncia in commento si segnala per l’approfondita ricostruzione del quadro normativo attualmente in vigore, confrontandolo con i principi della Costituzione, l’evoluzione normativa successiva, gli arresti giurisprudenziali in materia ed il dibattito politico e sociale sul tema del fine vita.
Per il dovuto rispetto di tutte le parti processuali, si riporta unicamente il passaggio motivazionale che affronta gli aspetti sopra richiamati, per gli approfondimenti scientifici del settore.
Avv. Marco Benucci